NEL SILENZIO GENERALE GRIDIAMO IL NOSTRO RISOLUTO NO AL NUOVO ISEE CHE PENALIZZA SOPRATTUTTO I CITTADINI FRAGILI!
PREMESSA:
In
questi anni il movimento per i diritti delle persone con disabilità, ha
ottenuto importanti riconoscimenti nel nostro Paese e soprattutto
dall'ONU.
Infatti, il diritto al lavoro, all'autonomia, alla
possibilità di vivere nella propria casa, sono diventati temi approvati
da una specifica Convenzione, riconosciuta dall'Italia - e
successivamente divenuta Legge - nel 2009.
Con l'avvento dei
precedenti Governi, in reazione a tutto ciò, abbiamo avuto una vera
deriva culturale e persecutoria verso le disabilità.
Il 20 Giugno
scorso tutti i giornali annunciavano trionfanti che eravamo alla vigilia
dell’applicazione di una reale giustizia sociale e che finalmente le
prestazioni sociali e sanitarie sarebbero state erogate solo ai più
bisognosi.
1. Se ieri eravamo in campo per convincere persone con
disabilità e loro familiari dell'importanza del lavoro associato alla
promozione umana dell'individuo, oggi, per un disabile, lavorare
significherebbe restituire ogni aiuto allo Stato perché col nuovo ISEE
si perderebbe lo stato di indigenza, condizione che prevedrebbe
sostegno. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.
2. Per
vivere in autonomia una persona con disabilità necessita di abitazioni
adeguate, spaziose, vicine ad attività commerciali quindi, ovviamente,
più costose. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.
3. La
persona con disabilità è COSTRETTA all'acquisto di una vettura, e perché
sia funzionale dovrà avere precise caratteristiche, quindi, ovviamente,
più costosa anche da mantenere. Questo nel nuovo ISEE non è stato
considerato.
4. Le città italiane per lo più posseggono una rete
di trasporti inefficiente, che mette a dura prova chiunque ma è
innegabile che una persona normodotata può viaggiare sulla rete dei
trasporti cittadina, ad esempio a Roma, con una tessera da 30 euro al
mese, mentre la persona con disabilità è obbligata all’utilizzo
dell'automobile spendendo una media di 300 euro al mese. Questo nel
nuovo ISEE non è stato considerato.
5. Una persona con disabilità
sostiene spese sanitarie spesso elevate e non tutte rimborsabili, perché
vi sono voci di spesa che non sono prevedibili ma che incidono
pesantemente nel bilancio familiare. Questo nel nuovo ISEE non è stato
considerato.
6. La stessa alimentazione prevede che, a differenza
di tutti, la persona con disabilità necessiti di cibi specifici e di
integratori oltre ad essere costretta ad acquistare le provviste nei
luoghi più prossimi all’abitazione, negandole quindi la possibilità di
risparmiare sui prodotti e alzando la spesa in modo esponenziale. Questo
nel nuovo ISEE non è stato considerato.
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