mercoledì 17 luglio 2013

Aderisco alla protesta contro il nuovo ISEE.

NEL SILENZIO GENERALE GRIDIAMO IL NOSTRO RISOLUTO NO AL NUOVO ISEE CHE PENALIZZA SOPRATTUTTO I CITTADINI FRAGILI!

PREMESSA:
In questi anni il movimento per i diritti delle persone con disabilità, ha ottenuto importanti riconoscimenti nel nostro Paese e soprattutto dall'ONU.
Infatti, il diritto al lavoro, all'autonomia, alla possibilità di vivere nella propria casa, sono diventati temi approvati da una specifica Convenzione, riconosciuta dall'Italia - e successivamente divenuta Legge - nel 2009.
Con l'avvento dei precedenti Governi, in reazione a tutto ciò, abbiamo avuto una vera deriva culturale e persecutoria verso le disabilità.
Il 20 Giugno scorso tutti i giornali annunciavano trionfanti che eravamo alla vigilia dell’applicazione di una reale giustizia sociale e che finalmente le prestazioni sociali e sanitarie sarebbero state erogate solo ai più bisognosi.
1. Se ieri eravamo in campo per convincere persone con disabilità e loro familiari dell'importanza del lavoro associato alla promozione umana dell'individuo, oggi, per un disabile, lavorare significherebbe restituire ogni aiuto allo Stato perché col nuovo ISEE si perderebbe lo stato di indigenza, condizione che prevedrebbe sostegno. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.
2. Per vivere in autonomia una persona con disabilità necessita di abitazioni adeguate, spaziose, vicine ad attività commerciali quindi, ovviamente, più costose. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.
3. La persona con disabilità è COSTRETTA all'acquisto di una vettura, e perché sia funzionale dovrà avere precise caratteristiche, quindi, ovviamente, più costosa anche da mantenere. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.
4. Le città italiane per lo più posseggono una rete di trasporti inefficiente, che mette a dura prova chiunque ma è innegabile che una persona normodotata può viaggiare sulla rete dei trasporti cittadina, ad esempio a Roma, con una tessera da 30 euro al mese, mentre la persona con disabilità è obbligata all’utilizzo dell'automobile spendendo una media di 300 euro al mese. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.
5. Una persona con disabilità sostiene spese sanitarie spesso elevate e non tutte rimborsabili, perché vi sono voci di spesa che non sono prevedibili ma che incidono pesantemente nel bilancio familiare. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.
6. La stessa alimentazione prevede che, a differenza di tutti, la persona con disabilità necessiti di cibi specifici e di integratori oltre ad essere costretta ad acquistare le provviste nei luoghi più prossimi all’abitazione, negandole quindi la possibilità di risparmiare sui prodotti e alzando la spesa in modo esponenziale. Questo nel nuovo ISEE non è stato considerato.

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