Lavoro: 30 milioni in più al Fondo per l'inserimento delle persone disabili
La proposta è contenuta
in un emendamento governativo al decreto lavoro-Iva. Prevede un incremento di
10 milioni nel 2013 e 20 milioni nel 2014. Nicoletta Favero (Pd): "Il
governo ha accolto la nostra proposta". Bene anche per Confcooperative,
che però ribadisce: "No all'aumento dell'Iva: è paradossale che una mano
dia e l'altra tolga"
ROMA - Il fondo per il diritto al lavoro dei
disabili potrebbe essere incrementato: è quanto prevede uno degli emendamenti
presentati dal governo al decreto lavoro - Iva (dl 76/2013), la cui discussione
riprenderà in Senato lunedì prossimo. Circa 190 le proposte di modifica
complessive, incluse quelle dell'esecutivo. Quella che riguarda i lavoratori
disabili, in particolare, prevede l'incremento del fondo di 10 milioni
di euro nel 2013 e 20 milioni nel 2014.
Soddisfatta la senatrice del Pd Nicoletta
Favero, componente della Commissione lavoro, che spiega: "Sulla
disabilità avevamo presentato specifici emendamenti al decreto lavoro, che
l'esecutivo ha sostanzialmente accolto incrementando il fondo per la disabilità
di 30 milioni in due anni. Inoltre, abbiamo impegnato il governo a rimuovere
gli ostacoli che impediscono il rispetto della quota di assunzione dei disabili
nelle Pubbliche amministrazioni". Il riferimento è, in questo caso, al parere
del Dipartimento della Funzione pubblica del maggio scorso, che sollevava
le amministrazioni dagli obblighi assunzionali in caso di eccedenze di
organico. A tal proposito, "un ordine del giorno a mia prima firma,
accolto dal governo in Commissione Lavoro, impegna l'esecutivo a superare
questo parere, a garantire la piena attuazione della legge 69/99
e a prevedere misure mirate a promuovere l'incremento dell'occupazione stabile
delle categorie protette".
Soddisfazione per l'emendamento governativo è
espressa anche da Giuseppe Guerini, presidente di
Federsolidarietà Confcooperative e portavoce dell'Alleanza delle cooperative
sociali: "È positivo l'incremento del fondo per il diritto al lavoro dei
disabili - commenta - Bisogna dare opportunità concrete e garantire il diritto
al lavoro In Italia c'è ancora molto da fare: infatti sono 644 mila i disabili
iscritti al collocamento obbligatorio, secondo l'ultima relazione sul diritto
al lavoro prevista dalla legge 68 del 1999. Sono circa 20 mila i disabili che
lavorano - conclude Guerini - e sono al contempo soci delle cooperative sociali
di inserimento lavorativo aderenti all'Alleanza delle Cooperative Sociali
(costituita da Federsolidarietà - Confcooperative, Legacoopsociali e Agci
Solidarietà) che hanno una capacità di inserimento lavorativo 25 volte
superiore alle altre imprese e agli enti pubblici". Guerini ribadisce però
gravi riserve vero l'aumento dell'Iva: "È paradossale che una mano dia e
l'altra tolga: da un lato si potenziano, giustamente, le risorse per garantire
il diritto al lavoro dei disabili, ma dall'altra il governo Letta deve porre
rimedio a una misura scriteriata ereditata dal governo Monti che fissa, a
partire da gennaio 2014, l'aumento dell'Iva dal 4 al 10% a
carico dei disabili per i servizi socio sanitari di cui hanno assoluta
necessità. Una misura - conclude Guerini - che, se non dovesse essere abrogata,
comporterà come minimo la riduzione del 6% dei servizi: lascerà senza servizi
500vmila persone e senza lavoro oltre 40 mila". (cl)
(26 luglio 2013)
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