lunedì 25 marzo 2013

Progetto disabili: “vita indipendente”, “vita in comunità” e “dopo di noi”.

 

Progetto disabili: “vita indipendente”, “vita in comunità” e “dopo di noi”


In passato ho trattato saltuariamente dell’assistenza domiciliare indiretta, da oggi tratterò per un po’ di articoli su questo argomento. Il mio obbiettivo è di focalizzare la situazione attuale e tentare di spiegare cosa e come potrebbero essere gli sviluppi futuri.
Premetto che l’Italia ha recepito la convezione sui diritti umani per le persone con disabilità che all’articolo 19 cita testualmente:
 "Le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere; le persone con disabilità abbiano accesso ad una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere nella società e impedire che siano isolate o vittime di segregazione; i servizi e le strutture sociali destinati a tutta la popolazione siano messe a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adattati ai loro bisogni".
Le persone con disabilità fisica vogliono l’inclusione e per questo hanno bisogno di un aiuto giornaliero per vestirsi, lavarsi, andare in bagno, cucinare, pulire la casa e qualsiasi attività quotidiana che non si può svolgere a causa della propria disabilità.  
La scelta di un progetto "vita indipendente" è scegliere di vivere a casa propria. Dare la possibilità alla persona con disabilità di scegliere e di assumere la persona che vive con lui ovvero il badante. Il problema è che il badante, costa minimo 1000 euro netti al mese ai quali vanno aggiunti i contributi da versare ogni quattro mesi, il trattamenti di fine rapporto e la 13a mensilità.
L’altra scelta di “viva in comunità” con altre persone disabili ma in questo caso i costi per lo Stato sono molto più elevati che un progetto di "vita indipendente".
In ogni articolo cercherò di approfondire i vantaggi di una e dell’altra scelta in modo da dare una panoramica completa per queste due scelte.
Tratterò anche del giusto timore dei genitori quando non ce la fanno più a causa dell'età e quando sanno che si avvicina la loro morte pensando cosa ne sarà del proprio figlio. Il "dopo di noi" fa anche parte di questa serie di articoli e cercherò di approfondire ogni aspetto.
Saranno trattati anche quei casi un cui le persone con disabilità si sposano con persone normodotate  formando una famiglia. Il badante è una persona importante per questa casistica, la sua funzione è cercare di non creare una "dipendenza affettiva" della persona normodotata rispetto alla persona con disabilità. 
Tutti questi punti saranno trattati nei prossimi giorni.

FONTE PRINCIPALE:http://www.disabilialloscoperto.it/wordpress/blog/2013/03/25/progetto-disabili-vita-indipendente-vita-in-comunita-e-dopo-di-noi/

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