Farmaci a base di cannabis: in Italia disponibile dallo scorso anno un prodotto che allevia spasmi muscolari nella Sclerosi Multipla.
Intervento di Luca Pani a Telecamere Salute – Rai 3
Il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Luca
Pani, è intervenuto alla trasmissione “Telecamere Salute” di Rai 3, per
illustrare le caratteristiche dei farmaci a base di estratti della
cannabis e, in particolare, di un prodotto già presente sul mercato
italiano per il trattamento sintomatico della spasticità muscolare, in
grado di apportare un miglioramento significativo alla qualità di vita
dei pazienti affetti da gravi patologie.
“Attualmente, in Italia è
disponibile un farmaco” ha sottolineato Pani “che è una combinazione di
due dei principi attivi che sono contenuti nella cannabis. Bisogna
ricordare che la cannabis contiene all’incirca 400 prodotti al suo
interno, di cui 60 sono cannabinoidi. Solo 4 sono molto ben
caratterizzati: il delta-8-tetraidrocannabinolo, il
delta-9-tetraidrocannabinolo, il cannabidiolo e il cannabinolo. Il
medicinale, disponibile nel nostro Paese e appena autorizzato anche
dall’Agenzia francese, è la combinazione tra il
delta-9-tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo”.
“La
particolarità di questo farmaco” ha aggiunto Luca Pani “è che viene
realizzato mediante l’estrazione dai fiori e dalle foglie della cannabis
sativa, con una successiva standardizzazione in dosaggi tarati con
estrema precisione. È un tratto distintivo molto importante rispetto
alla cannabis comune, al cui interno i principi attivi possono essere
distribuiti in maniera differente, ed è certamente la caratteristica che
ne fa un prodotto farmaceutico”.
“Lo spray attualmente in
commercio” ha commentato il Direttore Generale dell’AIFA “è usato per il
trattamento sintomatico ad esempio della spasticità muscolare, su cui
il delta-9-tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo sono sinergici, ovvero
svolgono congiuntamente un’azione su questi sintomi, nei pazienti che
non hanno risposto adeguatamente ad altri antispastici, che hanno una
spasticità da moderata a grave e che sono sotto il controllo medico per
questa prescrizione. In questi casi gli estratti della cannabis spesso
funzionano laddove gli altri farmaci non hanno funzionato, si tratta di
una loro peculiarità. Non sempre questi due composti sono sinergici anzi
in alcuni casi come la psicosi, la sedazione e lo stimolo dell’appetito
sono uno antagonista dell’altro.”
Rispetto alle
condizioni di fornitura e dispensazione da parte del Servizio Sanitario
Nazionale, Pani ha concluso ricordando che si tratta di un farmaco
“dispensato dal SSN, attraverso un sistema di registro e di
monitoraggio. Ciò serve a garantire che il paziente venga seguito da un
centro competente per il tipo di patologie in questione e che venga
monitorato l’uso corretto del medicinale, sia dal punto di vista dei
dosaggi sia rispetto agli effetti collaterali, a quelli favorevoli e a
tutti i parametri del caso. Il monitoraggio non discende dall’origine
del farmaco, ovvero dal fatto che impieghi estratti della cannabis, ma
fa parte dei cosiddetti ‘Registri di appropriatezza dei farmaci’ che
l’AIFA utilizza anche per altri tipi di medicinali, come, ad esempio gli
antitumorali o quelli per le malattie autoimmunitarie”.
Il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Luca Pani, è intervenuto alla trasmissione “Telecamere Salute” di Rai 3, per illustrare le caratteristiche dei farmaci a base di estratti della cannabis e, in particolare, di un prodotto già presente sul mercato italiano per il trattamento sintomatico della spasticità muscolare, in grado di apportare un miglioramento significativo alla qualità di vita dei pazienti affetti da gravi patologie.
“Attualmente, in Italia è disponibile un farmaco” ha sottolineato Pani “che è una combinazione di due dei principi attivi che sono contenuti nella cannabis. Bisogna ricordare che la cannabis contiene all’incirca 400 prodotti al suo interno, di cui 60 sono cannabinoidi. Solo 4 sono molto ben caratterizzati: il delta-8-tetraidrocannabinolo, il delta-9-tetraidrocannabinolo, il cannabidiolo e il cannabinolo. Il medicinale, disponibile nel nostro Paese e appena autorizzato anche dall’Agenzia francese, è la combinazione tra il delta-9-tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo”.
“La particolarità di questo farmaco” ha aggiunto Luca Pani “è che viene realizzato mediante l’estrazione dai fiori e dalle foglie della cannabis sativa, con una successiva standardizzazione in dosaggi tarati con estrema precisione. È un tratto distintivo molto importante rispetto alla cannabis comune, al cui interno i principi attivi possono essere distribuiti in maniera differente, ed è certamente la caratteristica che ne fa un prodotto farmaceutico”.
“Lo spray attualmente in commercio” ha commentato il Direttore Generale dell’AIFA “è usato per il trattamento sintomatico ad esempio della spasticità muscolare, su cui il delta-9-tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo sono sinergici, ovvero svolgono congiuntamente un’azione su questi sintomi, nei pazienti che non hanno risposto adeguatamente ad altri antispastici, che hanno una spasticità da moderata a grave e che sono sotto il controllo medico per questa prescrizione. In questi casi gli estratti della cannabis spesso funzionano laddove gli altri farmaci non hanno funzionato, si tratta di una loro peculiarità. Non sempre questi due composti sono sinergici anzi in alcuni casi come la psicosi, la sedazione e lo stimolo dell’appetito sono uno antagonista dell’altro.”
Rispetto alle condizioni di fornitura e dispensazione da parte del Servizio Sanitario Nazionale, Pani ha concluso ricordando che si tratta di un farmaco “dispensato dal SSN, attraverso un sistema di registro e di monitoraggio. Ciò serve a garantire che il paziente venga seguito da un centro competente per il tipo di patologie in questione e che venga monitorato l’uso corretto del medicinale, sia dal punto di vista dei dosaggi sia rispetto agli effetti collaterali, a quelli favorevoli e a tutti i parametri del caso. Il monitoraggio non discende dall’origine del farmaco, ovvero dal fatto che impieghi estratti della cannabis, ma fa parte dei cosiddetti ‘Registri di appropriatezza dei farmaci’ che l’AIFA utilizza anche per altri tipi di medicinali, come, ad esempio gli antitumorali o quelli per le malattie autoimmunitarie”.


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