lunedì 7 luglio 2014

Assunzioni disabili, Fish Lazio pronta a depositare l'esposto contro la PA

A un anno dalla bocciatura dell'Italia dalla Corte di giustizia europea, per il presidente di Fish Lazio Barlaam "occorre passare dalla strada della persuasione alla strada del rispetto del diritto"
ROMA - Sarà presentato la prossima settimana, senz'altro prima della seconda metà di luglio, l'esposto alla procura della Repubblica da parte della Fish Lazio in merito all'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Tema scottante, sul quale esattamente un anno fa la Corte di giustizia europea aveva bocciato l'Italia per inadempienza e per essere venuta meno agli obblighi comunitari. La bozza di esposto è pronta (e altre regioni si stanno muovendo in questa direzione come annunciato dal presidente nazionale Fish Vincenzo Falabella), come conferma il presidente di Fish Lazio Dino Barlaam, e "si rivolge alla pubblica amministrazione perché negli ultimi tempi l'orientamento è stato ed è quello di bloccare le assunzioni, nel nome del patto di stabilità, senza però considerare che nel passato si era venuti meno alle assunzioni di persone con disabilità previste dalla legge. Crediamo che debba essere recuperato immediatamente ciò che non si è fatto".
Barlaam cita come esempi quello dell'azienda sanitaria laziale e del ministero della Difesa, "fino ad arrivare alla presidenza del Consiglio dei ministri dove anche lì sembrerebbe che non si sia in regola con le assunzioni delle persone con disabilità. Vedere scoperture anche presso la presidenza del Consiglio dei ministri ci crea profondo imbarazzo - commenta Barlaam -: Renzi invita a usare le parole giuste quando si tratta di disabilità, ma deve anche cominciare a fare azioni concrete".
Secondo Barlaam anche gli incentivi ai datori di lavoro per assumere persone disabili sono diventati "meno appetibili e convenienti", perché "ci sono incentivi su tanti fronti, per assumere i giovani, per gli over 50...". Cosa fare? "Occorre passare dalla strada della persuasione alla strada del rispetto del diritto", afferma il presidente di Fish Lazio, e con l'esposto si vuole ribadirlo con forza.  
Argomenta Barlaam: "Molte persone con disabilità che non lavorano e non sono attive (penso ai disabili con lieve disabilità intellettivo-relazionale, ad esempio) vanno in poco tempo in carico ai servizi sociali. Crediamo che occorre favorire l'inclusione anche con quest'ottica. Crediamo che occorre qualificare, nel mondo del lavoro, figure e soggetti che possono essere di stimolo".
Prosegue: "Le persone con disabilità che non lavorano sono numericamente nettamente superiori rispetto alla disoccupazione giovanile. Crediamo che sia arrivato il momento in cui anche il ricambio generazionale, che il ministro del Lavoro auspica, deve tener conto delle persone con disabilità". (ep)
 
(6 luglio 2014) 
Fonte: superabile.it